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Il progetto

Le Bellunesi sono un nuovo mazzo di carte regionali nato per raccogliere fondi per la ricerca destinati allo studio del bostrico, il parassita che, dopo la tempesta di Vaia, sta distruggendo intere foreste nel bellunese e in altre zone del Nord Italia.

Nella sola regione Veneto, in soli tre anni, il volume di legname morto per l’attacco del bostrico tipografo ha già superato la metà di quello danneggiato dalla tempesta Vaia del 2018 che fu pari a 16 milioni di alberi corrispondenti a quasi 9 milioni di metri cubi di legname.

Si tratta di carte che, nel seme di bastoni, riproducono i segni lasciati dal parassita detto anche tipografo per via dell’impronta indelebile che imprime mentre si insinua nel legno degli abeti, scavando gallerie e depositando uova.
Le tre figure classiche del fante, del cavallo e del re vengono sostituite, simbolicamente, dagli eroi di questa lotta:
il boscaiolo, una guardaboschi
e il botanico.

Il Comune di Belluno e l’Università degli Studi di Padova hanno da subito sostenuto l’iniziativa e supporteranno la diffusione del progetto.

Il progetto

Le Bellunesi sono un nuovo mazzo di carte regionali nato per raccogliere fondi per la ricerca destinati allo studio del bostrico, il parassita che, dopo la tempesta di Vaia, sta distruggendo intere foreste nel bellunese e in altre zone del Nord Italia.

Nella sola regione Veneto, in soli tre anni, il volume di legname morto per l’attacco del bostrico tipografo ha già superato la metà di quello danneggiato dalla tempesta Vaia del 2018 che fu pari a 16 milioni di alberi corrispondenti a quasi 9 milioni di metri cubi di legname.

Si tratta di carte che, nel seme di bastoni, riproducono i segni lasciati dal parassita detto anche tipografo per via dell’impronta indelebile che imprime mentre si insinua nel legno degli abeti, scavando gallerie e depositando uova. Le tre figure classiche del fante, del cavallo e del re vengono sostituite, simbolicamente, dagli eroi di questa lotta: il boscaiolo, una guardaboschi e il botanico.

Il Comune di Belluno e l’Università di Padova hanno da subito sostenuto l’iniziativa e supporteranno la diffusione del progetto.